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2011 | 1(20) | 105-122
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L’uso del pane con poca quantità di glutine e del mosto come materia eucaristica

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La Chiesa si è sempre preoccupata di dare indicazioni normative per la preparazione dell’appropriata materia eucaristica. Da alcuni decenni si è particolarmente vivo nella Chiesa il problema di ricevere la Sacra Comunione dai fedeli affetti da morbo celiaco e dei sacerdoti affetti da alcoolismo o da altra malattia che impedisca l’assunzione anche in minima quantità di alcool. La Congregazione per la Dottrina della Fede nei diversi recenti interventi ha dichiarato che le ostie speciali nelle quali il glutine è completamente assente sono materia invalida per l’Eucaristia. Sono invece materia valida le ostie nelle quali è presente la quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di materie estranee. L’ordinario può concedere ai celiaci di ricevere la Comunione con le ostie a contenuto minimo di glutine. Quando il celiaco non può neppure accostarsi alla Comunione eucaristica utilizzando queste ostie o ci sono le difficoltà di trovarle, in questo caso si può ricevere la Comunione sotto la specie del vino. Per i sacerdoti affetti da alcolismo o altra malattia si può usare il mosto, cioè il succo di uva fresca o anche conservata con sospensione della fermentazione per congelamento o altri metodi che non ne alterino la natura, ovvero limitarsi alla sola specie del pane. Però in questi casi si deve rispettare le regole determinate dalla Congregazione per la Dottrina della Fede al riguardo della celebrazione individuale e anche della partecipazione di tale sacerdote nella Santa Messa concelebrata. Le ultime disposizioni sono state date dalla Congregazione nella lettera ai presidenti delle Conferenze Episcopali, datata 24 luglio 2004.
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105-122
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2011-06-30
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