PL EN


2016 | 7 | 211-229
Article title

Indagine sociolinguistica per la pianificazione dell’insegnamento di italiano L2 nella scuola secondaria. Uno studio di caso

Authors
Content
Title variants
EN
Sociolinguistic Enquiry on Migrants in the Teaching of L2 Italian in Secondary School. A Case Study
Languages of publication
IT
Abstracts
EN
The flow of migrants towards Italy in these past decades has raised the problem regarding the absorption and integration of newcomers in the new society and the labour market; this problem has become more severe in this last period. Learning the language and the foundations of the social and political structures of the receiving community is the best way to establish the necessary competence for integration. As the presence of foreigners in Italy stabilises, education has become more complex, as it must be oriented not only towards newcomer students, but also towards those who were born in Italy in foreign families who speak their own mother tongue at home but are also highly competent in Italian. This situation gives rise to diverse individual profiles according to the different balance of the linguistic varieties in these students’ inventory. This article aims to show that an inspection carried according to the sociolinguistic methodology can bring forth valuable data for educational as well as territorial planning and for the definition of policies for integration. The article will present general data on the Italian situation compared to the European one in general in order to define the phenomenon. Then a specific study will be presented based on research conducted in the Scuola Cavour in Alessandria (PISU project – POR FESR 2014/2010), where there are classes in which foreigners and second-generation Italians (G2s) are numerous. A sociolinguistic questionnaire has been collected from students between the ages of 11 and 13 years old; the aim is to assess not only the students’ competences tout court, but also the social spaces where their different languages are used, their main difficulties, and their ambitions. The statistical data are presented and discussed in order to point out the different profiles; they reveal how complex it is to create a linguistic education that moves towards aware citizenship. Practically, the data also provide an important indication on the composition of the classroom and on the educational practices to adopt.
IT
Il flusso di migranti verso l’Italia di questi ultimi decenni ha sollevato il problema dell’assorbimento e dell’integrazione dei nuovi arrivati nella società e nel mercato del lavoro; questo problema è divenuto più acuto in questi ultimi anni. Imparare la lingua e i fondamenti delle strutture sociali e politiche della comunità ospitante è il modo migliore per creare le competenze necessarie all’integrazione. Con lo stabilizzarsi della presenza di stranieri in Italia l’educazione è divenuta sempre più complessa perché deve orientarsi non solo agli studenti appena arrivati, ma anche a quelli che sono nati in Italia da famiglie straniere ed usano la loro lingua madre a casa, ma sono anche molto competenti in italiano. Si sono formati così svariati profili individuali, a seconda del diverso equilibrio delle varietà che compongono il loro repertorio linguistico. Questo articolo intende mostrare che l’indagine condotta con la metodologia della sociolinguistica può produrre dei dati preziosi per la pianificazione di interventi sia didattici sia territoriali volti anche alla definizione di politiche d’integrazione locale. L’articolo presenterà alcuni dati generali sulla situazione italiana confrontata con quella europea per definire il fenomeno, per poi presentare i risultati di una ricerca condotta nella Scuola media “Cavour” di Alessandria nell’ambito del progetto PISU (POR FESR 2014/2010) dove la presenza di alunni stranieri e di seconda generazione (G2) è molto numerosa. È stato somministrato un questionario sociolinguistico a studenti tra gli 11 e i 13 anni; l’obiettivo non era soltanto la valutazione delle competenze tout court, ma anche la classificazione dei contesti in cui le diverse varietà vengono usate, l’identificazione delle principali difficoltà rispetto alla istituzione scolastica e delle ambizioni. Si presenteranno e si discuteranno i dati statistici che evidenziano i diversi profili e mostrano quanto complessa sia la formazione linguistica finalizzata alla cittadinanza consapevole. Sul piano pratico, i dati danno anche una preziosa indicazione sulla composizione delle classi e sulle pratiche da adottare.
Year
Issue
7
Pages
211-229
Physical description
Contributors
author
References
  • Barni, M., Villarini, M. (2001). La questione della lingua per gli immigratistranieri. Insegnare, valutare e certificare l’italiano L2. Milano: Fran-coAngeli.
  • Berry, J.W., Trimble, J., Olmedo, E. (1986). The Assessment of Acculturation.In W. Lonner e J. Berry (a cura di), Field Methods in Cross-CulturalResearch. Beverly Hills, CA: Sage.
  • Berry, J.W. (1997). Immigration, Acculturation, and Adaptation. AppliedPsychology, 46(1), 5–34
  • Berry, J.W. (1990). Psychology of Acculturation. In J. J. Berman (a cura di),Nebraska Symposium on Motivation, 1989: Cross-Cultural Perspectives.Current Theory and Research in Motivation, vol. 37, (pp. 201–234).Lincoln, NE: University of Nebraska Press.
  • Bettin, G., Cela, E. (2014), L’evoluzione storica dei flussi migratori in Europae in Italia, Rapporto Progetto PRIN “Piccoli Comuni e coesione sociale:politiche e pratiche urbane per l’inclusione sociale e spaziale degli im-migrati”. Ancona: Università Politecnica delle Marche.
  • Giannini, S., Scaglione, S. (2011). Lingue e diritti umani. Roma: Carocci.
  • Maturi, P., Crocenti, G., Gervasio, R.M. (2004). Varietà e variazione: cono-scenze implicite e pratiche didattiche. In M. Cecchini (a cura di), Fare,conoscere, parlare. Abilità linguistiche, capacità operative e processidi apprendimento. Milano: FrancoAngeli.
  • Milroy J., Milroy L. (1985). Linguistic Change, Social Network and SpeakerInnovation, Journal of Linguistics, n. 21, 339–384.
  • Mosca, M. (2006a). Varietà dialettale piemontese nelle esperienze linguistichedi immigrati senegalesi. In E. Banfi, L. Gavioli, C. Guardiano e M. Ve-dovelli (a cura di), Atti del V Congresso Internazionale dell’Associazio-ne Italiana di Linguistica Applicata, Bari 17–18 febbraio 2005 (vol. 1,pp. 221–243). Perugia: Guerra Edizioni.
  • Mosca, M. (2006b). La varietà dialettale come indice di integrazione nellacomunità di arrivo. L’esempio del Vercellese e del Biellese. In C. Brusa(a cura di), Luoghi, tempi e culture dell’immigrazione. Il caso delPiemonte (Vol. II, pp.111–120). Vercelli: Mercurio
  • Mosca, M. (2009). Migrants Integration and the Languages of Italy: TwoRegions. In R. Morri e C. Pesaresi (a cura di), Migration and Citizenship.The Role of the Metropolis in the European Union Process of Enlargement. Roma, 22 giugno 2007 (vol.1, pp. 101–114). Roma:Società Geografica Italiana Editrice.
  • Powell, J.W. (1877). Introduction to the Study of Indian Languages, withWords, Phrases, and Sentences To Be Collected. Washington, DC: USGovernment Printing Office.
  • Thomas, W.I., Znaniecki, F.W. (1918–1920). The Polish Peasant in Europeand America. Chicago: University of Chicago Press (voll. 1 e 2), Boston,MA: Badger (voll. 3, 4 e 5).
  • Vedovelli, M. (2002). Guida all’italiano per stranieri. La prospettiva delQuadro comune europeo per le lingue. Roma: Carocci.
  • Vedovelli, M. (2005). La politica linguistica e il Quadro Comune Europeodi Riferimento per le Lingue: il caso delle certificazioni di competenza.In C. Guardiano, E. Calaresu, C. Robustelli, A. Carli (a cura di), Atti delXXXVIII Congresso internazionale di studi della Società di LinguisticaItaliana, Modena 23–25 Settembre. Roma: Bulzoni.
  • Wanner, P. (2002). Migration Trends in Europe. Bruxelles: Council of Europe.
Document Type
Publication order reference
Identifiers
YADDA identifier
bwmeta1.element.desklight-a6c89c1e-4d92-4fe5-8e9c-51dc68a7764a
JavaScript is turned off in your web browser. Turn it on to take full advantage of this site, then refresh the page.