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2019 | 1/43 | 297-310
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Costruire l’intercultura in tempi difficili. La proposta pensiero-vita di Chiara Lubich

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Building Interculturality in Difficult Times. Chiara Lubich's “Thought-Life” Proposal
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Il pensiero e l’opera di Chiara Lubich sono molto importanti per l’educazione interculturale: lei ci offre molti contributi teorici e pratici – rinforzati dalla testimonianza vissuta con massima coerenza – per imparare ad essere interculturali come persone, ma anche come gruppi, come specifiche identità collettive e culturali. Tutta la sua esperienza può essere raccontata come esperienza di educazione al dialogo, un dialogo micro-macro che si esplica fin dalla immediata sfida della relazione interpersonale per allargarsi agli ambiti sempre più vasti delle relazioni politiche, interculturali, interreligiose. Questo articolo analizza alcuni aspetti della odierna realtà multiculturale, che sfida il mondo dell’educazione, e – assumendo l’impegnativa prospettiva dell’interculturalità – esamina alcune proposte di Chiara: sono proposte che si fondano sull’idea di persona-dialogo, persona-relazione, persona interculturale. Queste indicazioni di percorso, metodologicamente essenziali nel passaggio dalla realtà-sfida alle finalità indicate dall’interculturalità, sono efficacemente indicate dalla Lubich nel suo fondamentale scritto L’arte di amare, nel quale presenta i segreti per la relazione interpersonale, sociale, interculturale, gli atteggiamenti imprescindibili che si configurano come “amore concreto”. Vengono qui riportati alcuni brani che presentano i fondamentali principi pedagogici di riferimento per Chiara Lubich, tratti dal testo di una relazione intitolata “Uomo-Mondo”(1972), dal discorso a Parigi il 17 dicembre 1996, in occasione del conferimento del Premio UNESCO per l’educazione alla pace, dalla lectio magistralis tenuta a Washington il 10 novembre 2000 (Laurea honoris causa in Pedagogia).
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The thought and action of Chiara Lubich are very important for intercultural education. She has given us many theoretical and practical tools – reinforced by the testimony lived with the greatest coherence – to learn to be intercultural as people, but also as groups, as specific collective and cultural identities. Her experience can be told as an experience of education in dialogue, a micro-macro dialogue that unfolds from the immediate challenge of interpersonal relationships to widen to the areas of political, intercultural, interreligious relations. This article analyses some aspects of today's multicultural reality, which challenges the world of education, and – assuming the demanding perspective of interculturality – examines some of Chiara's proposals, which are based on the idea of a person-dialogue, person-relationship and intercultural person. These proposals, methodologically essential in the transition from reality-challenge to the goals indicated by interculturality, are effectively communicated by Lubich in his fundamental book “The Art of Loving”, in which she presents the secrets for interpersonal, social, intercultural relations, the inescapable attitudes that are configured as “concrete love”. Some passages are here quoted that present the pedagogical principles of reference according to Chiara Lubich, taken from the lecture entitled “Uomo-Mondo” (1972), from the lecture held in Paris on December 17, 1996, when she received the UNESCO prize for “Peace Education”, from the lectio magistralis held in Washington on 10th November 2000 (Honorary doctoral Degree in Education from The Catholic University of America).
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297-310
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Contributors
  • Università degli Studi di Padova
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