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2020 | 11.2 | 55-72
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La Medusa decapitata: la donna nel racconto ecfrastico "La ripetizione" di Andrea Camilleri e nel quadro "La Vucciria" di Renato Guttuso

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The Decapitated Medusa: The Woman in the Ekphrastic Work "La ripetizione" by Andrea Camilleri and in the Painting "La Vucciria" by Renato Guttuso
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L’argomento principale su cui verte il presente articolo è quello di fornire un’immagine della donna, analizzando un’opera ecfrastica di Andrea Camilleri: "La ripetizione", e con l’ausilio de "La Vucciria" di Renato Guttuso. La dualità della percezione della donna, nella ricca e multimillenaria cultura siciliana, si rispecchia nel testo dello scrittore tramite uno scontro di ruoli e di un’inversione dei posti comunemente assegnati agli individui dalla società. L’analisi qui proposta evidenzia il mutuo scambio degli sguardi, definiti da Laura Mulvey come “maschili” e “femminili”, e l’insediamento nel quadro dell’osservatore riflesso dallo specchio, come proposto da Michel Foucault. Le riflessioni degli psicoanalisti, in particolare Julia Kristeva e Melanie Klein, forniscono alcune spiegazioni riguardanti la coesistenza del culto della madre con il desiderio del matricidio. Secondo queste teorie, la figura del maschio/figlio viene sempre gravata da un inconsolabile senso di colpa e da un senso di frustrazione. Ne consegue che i protagonisti maschili del racconto di Camilleri vengano tormentati dal terrore a cui è legato il disprezzo nei confronti del corpo femminile. Infatti, la loro dominazione si dimostra essere solo illusoria: il viso della donna risulta travolgente e minaccioso come quello della Trinacria, la padrona della Sicilia. Infine, il maschio, combattendo per la propria identità, commette il matricidio e la Medusa viene decapitata.
EN
The main focus of this article is to find an image of the woman, provided by an ekphrastic work by Andrea Camilleri, "La ripetizione", corresponding to a famous painting by Renato Guttuso, "La Vucciria". The duality of the perception of the woman, in the rich and multi-millennial Sicilian culture, is reflected in the writer’s narrative through a clash of roles and an inversion of the positions commonly assigned to individuals by society. The analysis highlights the mutual exchange of "glazes", defined by Laura Mulvey as “male” and “female,” and the installation within the framework of the observer reflected by the mirror, as proposed by Michel Foucault. The reflections of psychoanalysts, in particular Julia Kristeva and Melanie Klein, provide some explanations regarding the coexistence of the cult of the mother with the desire for matricide. According to these theories, the figure of the male child remains forever burdened by an inconsolable sense of guilt and frustration. Consequently, the male protagonists of Camilleri are tormented by a terror of and a disdain for the female body. In fact, their domination proves to be only illusory: the image of the woman is overwhelming and threatening like that of "Trinacria", the mistress of Sicily. Finally, the male, fighting for his own identity, commits matricide and the Medusa is beheaded.
Keywords
Year
Volume
Pages
55-72
Physical description
Dates
published
2020-11-30
received
2020-05-05
accepted
2020-10-09
Contributors
  • Uniwersytet im. Adama Mickiewicza w Poznaniu, Polonia
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